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NOTE
CRITICHE SU PAOLO FILIPPI
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1
MARIA
MANDINA
Poetessa
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PAOLO
FILIPPI…la sua incredibile sensibilità lo
porta ad estraniarsi dal mondo esterno che non
comprende.la
sofferenza del figlio unico che cerca
nell’altro il fratello.
Il primo incontro con questo
genio siciliano lo ebbi appena trasferita
a Castelvetrano dopo
lunghissimi anni di esilio dorato.Ascoltavo,oserei
dire il suo monologo con grande ammirazione
mentre un nodo alla gola impediva il mio
pianto perché capivo che pur vivendo in questa
terra meravigliosa dove tutto è bellezza e
incanto lui si sentiva terribilmente solo.
La sicilianità
quasi titanica
trasmessa dalla sua poesia che
stupendamente
traduce in musica trasmette emozioni
sconosciute ;la duttilità della sua cultura
suscita stupore e ammirazione...quante virtù
straordinarie in un uomo solo!Il suo silenzio è…
vento di scirocco,il suo pianto è… mare
tempestoso,le sue angosce… notti senza luna,
le sua solitudine.. tramonto senza sole,ma la
sua anima è madre terra generosa di Sicilia!
Pensando a Paolo Filippi
dico con orgoglio:COME LUI SONO SICILIANA… |
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2
Emerito
Prof.ROSARIO DI BELLA
Critico |
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Conosco Paolo Filippi
da quasi mezzo secolo:da quando sostenne(con esito
pienamente positivo)gli esami di ammissione al
Liceo Classico con la commissione della quale
facevo parte.Rammento
che mi colpì il suo comportamento
garbato,controllato,quasi sussiegoso,e per la
foggia di vestire un po’ antiquata;ed ebbi
l’impressione che quel sedicenne,consapevole
della sua precoce maturità morale e
intellettuale,volesse ingenuamente farla notare
attraverso il contegno e l’abbigliamento.Lo
ebbi poi alunno e così “eum
intus et
in cute novi”.D’ingegno
vivace e di fervida immaginazione.desideroso
di darsi una cultura solida.si
distingueva per un suo tratto di originalità,di
anticonformismo,che rischiava di sconfinare
nell’eccentricità.Sulla
sua precocità
non mi ero ingannato:era ancora studente
liceale quando volle fare omaggio a mia moglie e a
me di una “Ninnananna per Roberta”, la nostra
primogenita al suo primo mese di vita.E’
un brano vocale e strumentale assai bello, una
tipica “berceuse”dall’andamento dolcemente
ondeggiante e suadente, con un testo indovinato
per la sua candida freschezza.Era
viva fin d’allora in Paolo la passione per la
musica e la poesia,accompagnata da intensità di
sentimento e ricchezza di fantasia- passione che,
sorretta da validi tecnici acquisiti da
tempo,già si traducevano in entusiastica
volontà di applicazione e di creazione.E
ha prodotto molto, Paolo.Cedevole
ai richiami
sentimentali e agli stimoli affettivi, in
particolare al fascino femminile, ha composto
canti di ispirazione amorosa;fortemente legato
alla nostra terra e alle sue nobili memorie, ha
inneggiato a Selinunte;e,
con spirito autenticamente religioso, si è
cimentato anche nel campo della musica sacra, così
come è modernamente intesa.Ma
questo mio amico-tale ormai lo considero da
tempo-, anche se non incapace di abbandonarsi a
manifestazioni di compagnevole gaiezza,di cordiale
festosità addirittura coinvolgente,è di
temperamento un po’ malinconico e, soprattutto,
molto riservato e schivo;e non si è
mai”pubblicizzato”.come
generalmente fanno oggi gli artisti,più o meno
valenti. Ed io credo che proprio per questo,
anche se non gli sono mancati i
riconoscimenti.non
abbia raggiunto quel pieno successo che
meriterebbe.
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3
Prof.Francesco Calcara
storico |
….Frammenti
di ricordi, lacerti di memoria, momenti di attesa,
rammarico,
gioie perdute,amori svaniti e … Selinunte
con quella onnipresente luna che diventa
una sorta di momento epifanico,luce
che disvela un
paesaggio interiore gravido di sentimenti.
…Selinunte,tra
le viti e gli ulivi saraceni,è come la città
morta di dannunziana memoria,la città senza tempo
che è come una presenza-assenza che incombe,la
cui malia ti prende l’animo e non ti lascia piu’….
….E
ancora
la Sicilia
,”matri granni”
“terra sudata”,mito cantato con i toni di chi
si sente esule,straniero in patria,legato a una
dimensione che va perdendosi,quando si parlava il
siciliano”senza vriogna”,si
campava con poco o niente,con un pomodoro o una
“sarduzza”con pane
nero e “pani cunzatu”
Questo ed altro troviamo nella canzoni di Paolo Filippi,autentico
e sapido poeta,in cui le emozioni profonde
dell’anima mirabilmente si coniugano
all’inguaribile amore per la sua terra !
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4
Prof.Tanino
Preti
ordinario di lettere-musicista e critico
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Da qualche tempo l’amico Paolo ci propone
raffinatezze musicali,come era solito fare tanto
tempo fa,quando giovanissimo,girava il mondo
ammaliato da “Musiche sirene”!
E’
stato e lo è, ancora finissimo venditore di
pianoforti e strumenti musicali ma ho
l’impressione, e la cosa mi rende lieto,che sempre
più sovente
….il
poeta e l’artista abbiano ultimamente preso il
sopravvento sull’abile commerciante… |
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5
JOSE’
ENGARLINA MENDOZA
(pseudonimo di E:M:G)
doc.univ.ersitaria
(traduzione
testo
critica
-,Clara Amata -) |
….”I testi delle sue canzoni non sono di
complemento alla musica ma instaurano con la
stessa una
meravigliosa e stabile simbiosi auxotica
inneggianti alla gioia di vivere in una dualità
oriente/ occidente non belligerante, ma ad
una stretta fratellanza che nasce da
esigenze ancestrali libera e avulsa da ogni
supremazia creata forzatamente dai pochi detentori
di potere ma mai condivisa e accettata dalla massa
che in definitiva…è il potere vero!
Forte
il suo senso religioso che pervade ed avviluppa
tutta la sua persona da cui promana per quanti lo
avvicinano, un senso di rilassatezza , perché la
sua irruenza e la sua combattività sono elementi
non disgreganti ma tendenti ad un pregnante
coordinamento mentale teso all’equilibrio di cui
ha bisogno più che mai l’uomo di oggi!
Paolo
Filippi
è un estremo sognatore e nella vita
semplice che conduce,mette al primo posto il
contenuto e non la forma. . .elemento
a cui si aggrappa il tutto e…il -niente
di oggi , portatore con la sua musica,i suoi testi
le sue poesie,
di messaggi inneggianti alla vera
uguaglianza,non violenza verso tutto ciò che vive
compresi animali e piante!”
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6
Dott.
Elio Zuccarello
segretario di sez. A.I.A.S |
Il sicilianesimo
di Paolo Filippi
è così evidente in tutto il suo essere che non
poteva non prorompere anche dalla sua musica!
Paolo
sussurra, parla, grida, canta il disagio che
attanaglia l’animo di chi sa di avere un bene
immenso, unico al mondo, poliedrico testimone di
un passato al quale tutti riconoscono
l’iniziazione di una civiltà umana altamente
progredita…
….La
profonda sensibilità dell’autore l’ha
indotto, da un canto, a disertare il vivere
comune, anonimo, inanimato, dall’altro, a
trincerarsi in un mondo, apparentemente isolato ma
vero, spontaneo seppur più duro, improbo a volte
per la sua ovvia solitudine, nel quale vivere
pienamente il suo modo di essere e di essere
siciliano…. ……Può essere la sintesi delle
sensazioni che Paolo Filippi
ha suscitato in noi.
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7
Poetessa
Marta Roldan |
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| El
señor Paolo me fue presentado por la
escritora veneciana Silvia Favaretto. Pude
encontrar en la persona de este compositor
siciliano a un profesional que dedica cada
segundo de su vida a su obra. La música,
su tierra, sus programas de radio, sus
presentaciones en público, forman el
vagaje vital que le interesa y lo mantiene
vivo. |
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- 8
Prof.Giacomo
Bonagiuso
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A Sud, dove Paolo scrive…
- Il
viaggio che si compie è sempre un
viaggio per pochi amici. È un viaggio
di persone del sud. Quelle che
praticano la lentezza del sentimento e
il pensiero meridiano. In questo
viaggio, tra fratte e pantani, ogni
tanto trovi l’uomo che la modernità
e il postmodernismo hanno cercato di
smarrire. Ogni tanto. Non sempre.
Perché l’uomo, oggi, non è cosa
che trovi al supermarket. Né
tantomeno nel villaggio globale della
pur valorosa rete telematica. In
questo viaggio – il mio è un pur
breve viaggio – ho incontrato Paolo
Filippi. Uno che è già segnato
nell’eufonia del nome – se è vero
che nomen omen – ad essere girandola
vorticosa di idee, di sentimenti, di
arrabbiature e di pacificazioni
profondissime. Paolo è come il mare
mediterraneo. Calmo e deciso, che si
gonfia e si placa, ma che mai si fa
piatto. È uomo del sud, e come gli
uomini del sud che non si sono persi
nella bufera delle mode e delle
cicale, mi è parso di trovare nei
suoi occhi tutti gli accenti della
felicità e della malinconia. Perché
qui a sud, la malinconia e la gioia
suonano insieme nello stesso spartito.
Quando Paolo mette le mani sul
pianoforte segna arpeggi dolcissimi
spezzati da impennate d’amore,
fortissime e possenti. Scrive e canta
pure, ma il Paolo che mi emoziona è
il musicista senza parole, lo
chansonnier che ha punte bohemiens
nella elaborazione della frase
musicale. E poi, insisto, è l’uomo
ancora vivo che non rinuncia ad
“essere” (anche a costo della
solitudine) emergendo dalla piattezza
del quotidiano. È veloce Paolo nel
suo pensiero. E ama i cani e i gatti,
più che i cavalli, nonostante il
cognome. Chissà dove arriverà
domani, e che scriverà con le dita
sul pianoforte nero. E dove saranno
arrivati i nostri rispettivi viaggi.
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PROF.GIACOMO
BONAGIUSO
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Poeta/paroliere
Matteo Chiaramonte
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Conosco
il dr.Filippi da oltre un quarto di secolo
e ritengo che questo periodo sia stato
sufficiente per me,per
potere esprime oggi , un mio
modesto pensiero.sia sulla sua moralita’
che professionalita’ artistica dello
stesso.
Paolo Filippi e’ un uomo dotato di
apprezzabile cultura letteraria e musicale.cantautore
ed interprete di tanti
brani,musicista,fantasista,poeta e
arrangiatore,attento e sensibile ai
problemi della gente,alla nuova e
promettente generazione artistica in
genere e principalmente
a quella poetica e musicale del suo
territorio.Una persona che
a mio parere ha sempre contestato
il modo di fare politica passiva e cioe’
quando questa,spregiudicatamente,trascura
l’attenzione nei confronti della fasce
sociali piu’ deboli,della cultura
e dell’arte locale,quindi della
musica:importante mezzo di comunicazione
tra i popoli,sensibilizzando di
essi,sentimenti,costumi,amore,speranze.pace
e liberta’!
Un uomo che non si e’ mai stancato di
tenere alta la sua voce nei confronti
delle istituzioni soprattutto locali-e di
chi li rappresenta-per far capire loro,che
tra le mura cittadine,c’e’
l’esistenza di un
ricco patrimonio umano(tra poeti e
musicisti)pronto a darne prova;il tutto a
VANTAGGIO del suo sviluppo
complessivo:turistico,storico,e di tutto
il sistema socio economico.
Un personaggio.Paolo Filippi-che col suo
suo essere veramente propositivo,tale da
non avere mai rinunziato all’idea della
grande divulgazione di quelle piu’
titolate testimonianze poetiche e
musicali-personali e dei suoi concittadini
Castelvetranesi-sembra essere a volte
,quasi… insopportabile!.Ma
questo suo modo di insistere a
tutti i livelli,non e’ certamente una
nota negativa del suo carattere,ma
l’esternazione innata del grido della
verita’.Il pregio del vero genio sta
anche nell’insistenza operativa per il
trionfo di cio’ che lui stesso
rappresenta e nello specifico,quello del
canto,della poesia e della musica….Un
autore Paolo Filippi che
possiede doti di alta
costruttivita’ musicale e dove dal suo
“vulcanico inconscio” emergeranno
certamente altri nuovi
successi,glorificando ancor di piu’ il
suo talento
compositivo.
..Ma il maestro Paolo Filippi,rimane anche
immortalato in alcune canzoni e
componimenti poetici del
sottoscritto,avendone formulato la
musica;e non a caso,una delle mie
poesie dal titolo”la
musica”e’ stata dedicata proprio a
lui.
Mi auguro infine,che la sua voce e il suo
appello,siano sempre
forti,incisivi,coraggiosi per giusta
causa,affinche’possano scuotere il sonno
di chi,pur avendo in mano il potere
economico ed amministrativo della cosa
pubblica,ma anche di quella
privata,dimostra indifferenza ed
ostinazione al sostegno, alla promozione e
divulgazione dell’arte poetica e
musicale di questa citta!;iniziativa che
condivido senz’altro,per potere dar modo
di offrire,finalmente,onori,riconoscenze,
ricchezze e pagine di nuova storia
artistica e socio economica a
questa CASTELVETRANO e con essa,ad
autori,interpreti,musicisti,cantanti e
quanti invocano,in qualche modo,la
realizzazione di questo significativo
progetto.
Conludo questo mio commento sul
personaggio Paolo Filippi cosi’
declamando:
onorato della Sua preziosa
amicizia,sigillo in me-ecomiabile stima
Castelvetrano
20 11.06
Poeta/paroliere
Matteo Chiaramonte |
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10
INS. Maria Antonietta
Garofalo
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Conosco
Paolo da molti anni, frequentava la mia
famiglia negli anni in cui la casa era
punto di ritrovo, crocevia di esperienze
“ raccontate “ ma anche di feste
gaudiose e di canti.
Al centro del salotto della mia casa
troneggiava un pianoforte a mezzacoda che
mia sorella suonava ad orecchio,
riproducendo le hit del momento quali “
Sapore di sale “, “ Non ho l’età
“ecc… ma,si avventurava anche nelle
arie classiche con discreti risultati,“
Luci della ribalta “ era il suo pezzo
forte.
Dopo averlo conosciuto, Paolo divenne
ospite fisso per i suoi modi garbati, per
la favella colta e spedita, per il piacere
di ascoltare la sua musica.
Ero ancora un’adolescente acerba, quando
Paolo mi incantò per le sue mani che
scivolavano veloci ed eleganti sulla
tastiera come una Ferrari testarossa su
un’autostrada e per la sua voce
rassicurante come l’acqua tiepida.
Non condividevo il genere musicale
melodico, ero pazza dei Rolling Stones, ma
ciò non mi impediva di apprezzarne il
talento.
Ritengo che la musica sia la passione cui
ha dedicato la sua vita, tralasciando
probabilmente altre occasioni,
l’avvocatura ad esempio, professione che
gli avrebbe dato altri spazi di
realizzazione ma,Paolo è così,vive di ciò
che ha , si circonda di chi vuole, e la
sua dignità è esemplare.
Ha gli occhi buoni anche se a volte,
quando si arrabbia sembrano le saette di
Giove Pluvio ed una sensibilità armoniosa
come le sue note musicali.
Sicuramente non è un uomo accomodante nel
senso che l’estensione musicale gli si
riverbera nelle idee nette e chiare,
cocciute e poco inclini al compromesso.
Chi non lo pratica potrebbe averne
un’immagine approssimata come le ombre
del mito della caverna di Platone ed in
realtà è difficile comprenderlo a tutto
tondo, a volte il sacro furore di avere
trovato la nota giusta, lo rende etereo,
alieno a questo mondo, ma, sappiamo che
l’arte specializza l’emisfero destro,
dimora delle metafore, delle intuizioni
geniali che ubriacano, dell’apeiron.
Ciò non toglie che Paolo sia anche un
uomo di “ terra “ nel senso che vive
di realtà ,alcune delle quali non gli
piacciono,per questo lotta e si schiera a
viso aperto dalla parte di chi non ha voce
né identità, per i deboli e per gli
oppressi, per tutti coloro ai quali non
sono riconosciuti diritti e dignità.
Ho ritrovato Paolo Filippi dopo
lunghissimi anni, il tempo è passato per
lui come per me, gli occhi gli si sono
velati, ma, la voce è sempre quella e la
sua musica ha il tocco di un dono
prezioso, il suo cuore poi è un gigante,
grande e buono, quanto il cane che lo
segue …
Ostinato, tanto nell’amicizia quanto
negli amori, vive di notte, nella penombra
dell’etere, tra uno spartito ed un
altro, nelle nuvole di fumo delle
sigarette che dimentica di spegnere…
INS. MARIA
ANTONIETTA GAROFALO |
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11
Lucia Titone |
Succede che, nelle deserte lande, nella
pochezza intellettuale, nello squallido
scenario di una realtà che vede lo
spettro della morte culturale e
dell’inaridimento dello Spirito, qualche
volta una voce interrompa il silenzio.
Questa la tua voce Paolo, attento ed
acuto lettore del nostro tempo che
riesce a scuotere le coscienze ormai
ridotte a lumicino, capace di deviare il
vuoto e muto cammino in cui si battono
le anime svuotate di energia vitale e
spente dalla acritica e pericolosa
battaglia mediatica.
Emani rara e preziosa luce che riflette
la luminosità dell’Universale e come
proiettato in un mondo parallelo ti
ostini a credere nell’esistenza di
uomini giusti.
Ancora uno Spirito libero che la
mediocrità imperante non è riuscita
zittire, come Medusa risorgi dalle
tempeste e dai colpi di scure e dalle
ferite sanguinanti raccogli linfa vitale
da offrire come inebriante nettare al
convivio della vita.
Cammino impervio per le coscienze che
come la tua, contro corrente guardano il
fiume dell’esistenza, sospinto dalla
tenacia spesso tramutata in “ rabbia “
che sfuma e sfocia, poi, in delicata
malinconia, la malinconia del Poeta,
dell’Artista che trasfigura il reale e
che, difensore della Musa, alla caducità
delle cose umane, offre ancora
prepotentemente e coraggiosamente il
valore e la dignità dell’Arte.
Rimani raro talento, capace con grande
maestria e con immenso potere seduttivo
di lanciare strali ed uscire dal coro
dei servi sciocchi, adulatori del
potente di turno che finge di non stare
in ascolto, ma al quale tu, da fine
istrione porgi lezioni di Etica e di
Stile.
Ti conosco da “sempre”, gli spiriti
affini, infatti, si Ri-conoscono, spesso
sopraffatto dalla paura, dall’angoscia
della solitudine, in un mondo in cui gli
eletti faticano non poco a trovare il
proprio spazio esistenziale.
Se in alcuni momenti tutto questo può
apparire come pesante emarginazione,
come inopinato destino, allora caro
Paolo so che ricordi di essere “ricco”,
molto ricco perché sei in “ cammino”,
alla ricerca di quell’essenza, del “
Nous”che i filosofi indicavano come il
dovere di ciascun individuo per superare
i limiti del troppo piccolo.
Nei momenti di solitudine e di
alienazione cui costringe un reale che
non ti somiglia, Paolo, penso agli
spiriti che come te mi danno ancora la
forza di lottare perché sognano per chi
sognare non sa più, perché credono ad un
possibile mondo “altro”, indicandolo a
quanti hanno rinunciato a crederci.
Sei la voce di chi non ha voce, di
questo ti sono grata.
Con l’affetto di sempre. Lucia Titone |
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GRAZIE A TUTTI ! ! !
PAOLO
FILIPPI
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